Diario dei sogni: come iniziare con una pagina semplice
Nei manuali di ViaggiLab ti chiedo di annotare poche parole ogni mattina. Ti racconto perché lo facciamo e come puoi iniziare anche se ora non ricordi i sogni.
Quando al mattino non resta niente
Per anni mi svegliavo senza ricordare nemmeno un sogno, ero stressato nel fisico e nella testa, lavoravo senza sentirmi soddisfatto e studiavo ancora. E ci stavo male davvero, perché avevo la sensazione di perdermi qualcosa che gli altri vivevano ogni notte. Poi, lavorando sui miei stress con il Metodo RQI, ho ricominciato a ricordare.
Se dici “io non sogno”, quindi, so che cosa intendi. In genere stiamo parlando del ricordo: il NINDS spiega che si trascorrono circa due ore per notte a sognare e che i sogni possono comparire nelle diverse fasi del sonno, anche se spesso sono più vividi nella REM. Il fatto che al mattino ci sia il vuoto non racconta tutta la notte.
Le tue prime 7 notti, con poche parole
Nei manuali di ViaggiLab trovi la tabella Le tue prime 7 notti, che nel terzo video diventa Le tue prime 7 prove. Ogni mattina ti chiedo di segnare come è andata con poche parole, e poi di raccontarmelo nei commenti sotto il video, perché è un modo semplice per seguire quello che stai facendo.
Sul quaderno puoi scrivere la data, quale pratica hai seguito, quello che ricordi del sogno e come ti sei sentito. Se non ti è rimasto niente, scrivi anche quello, senza cercare di riempire la pagina. Per la prima prova puoi partire dall’Incrocio del Sonno Profondo del video 1 e usare la tabella del manuale per le sere successive.
Perché un sogno può svanire così in fretta
Ti è mai successo di avere un sogno chiarissimo appena sveglio e di perderlo mentre ti alzi? Una review di Gottesmann del 2011 descrive il forte calo dell’attività noradrenergica durante il sonno REM, dentro un quadro neurochimico diverso dalla veglia. Il ricordo dei sogni dipende da più fattori, quindi sarebbe troppo semplice ricondurlo a una sola sostanza.
Vallat e colleghi, nel gruppo di Perrine Ruby, hanno osservato nel 2017 che chi ricordava molti sogni aveva più risvegli lunghi durante la notte, e hanno proposto un ruolo della durata del risveglio nella registrazione del ricordo. È un risultato di ricerca che mi interessa quando parlo del risveglio, e non un invito a spezzare il tuo sonno con sveglie ripetute.
Il sogno parla anche il tuo linguaggio
Quando rileggi una pagina ti invito a sentire che cosa ti muove, perché nel mio approccio il sogno parla attraverso la tua storia. Lo stesso simbolo può avere un significato diverso per due persone e lo stesso sogno può dirti qualcosa di diverso in momenti diversi della vita, quindi lascia stare il dizionario che assegna a ogni immagine una traduzione fissa.
Nel mio modo di lavorare considero l’apertura di cuore un segnale da ascoltare mentre ti avvicini al significato del sogno. Puoi annotare quello che senti e tornare sulla pagina più avanti, collegandolo alla pratica dell’Eu-Sentimento. E se vuoi capire meglio la lucidità nel sogno, trovi anche la guida alle differenze e quella sulla fase ipnagogica.