Paralisi del sonno e viaggi astrali: perché non va demonizzata
Ti racconto come guardo alla paralisi del sonno nel mio percorso e perché conoscere questo passaggio può cambiare il modo in cui lo vivi.
Prima di tutto, capire cosa sta succedendo
La paralisi del sonno è quel momento, mentre ti addormenti o ti svegli, in cui sei consapevole e per un po’ non riesci a muoverti o parlare. Può fare paura, soprattutto se non sai che cosa stia succedendo e la mente comincia a costruire spiegazioni. Il servizio sanitario britannico NHS la descrive come un fenomeno generalmente innocuo.
Quando ne parlo nel percorso cerco proprio di partire dalla comprensione, perché per anni intorno alla paralisi del sonno sono stati costruiti racconti che la fanno sembrare qualcosa da temere ancora prima di averla conosciuta.
Perché nel mio percorso la guardo diversamente
Nella mia visione, comprendere questo stato e avvicinarsi con esercizi guidati può farlo vivere come un momento di grande profondità e conoscenza di sé. È un modo di accompagnare l’esperienza che nasce dal percorso che insegno, e che ti propongo con calma, senza chiederti di provocare la paralisi o di restare in una situazione che ti spaventa.
Studiando Raduga ho incontrato l’idea di Fase, in cui sogno lucido, uscita dal corpo e paralisi del sonno vengono considerati sfaccettature di uno stesso stato di coscienza. È una prospettiva che mi aiuta a spiegare i collegamenti tra questi vissuti; nelle fonti scientifiche troverai anche le rispettive descrizioni e distinzioni.
Il punto non è riuscire a forzare qualcosa
Uno degli errori che vedo nei principianti è spaventarsi appena arrivano sensazioni insolite e interrompere tutto, oppure passare all’estremo opposto e cercare di forzare l’uscita. Per questo nel mio metodo lavoriamo prima sull’Eu-Sentimento, la sensazione di connessione e centratura che usiamo come bussola.
In ViaggiLab cominciamo con pratiche per la sera e per il risveglio, poi con la Bussola del Corpo. Le istruzioni pratiche sono nei video e nei manuali, così puoi seguirle nel loro contesto, senza vivere un episodio notturno come una prova da superare.
Come continuare a conoscere questa soglia
Se ti succede spesso e ti toglie il sonno, parlane anche con il tuo medico. E quando vuoi raccontare un episodio, puoi scrivere nel diario come è iniziato, che cosa sentivi e che cosa ti ha spaventato o incuriosito, perché anche queste informazioni ci aiutano a capire come stai vivendo la pratica.
Ti lascio il collegamento alla guida al diario e all’articolo sugli errori dei principianti, dove trovi anche la ricerca ossessiva del risultato e la convinzione di non essere portati. Puoi tornare alle basi con la guida generale oppure approfondire la fase ipnagogica, che riguarda l’altra soglia, quella dell’addormentamento.